- Shemot / Esodo 25:1-27:19
- Melachim Aleph / 1 Re 5:26-6:13
- Mattityahu / Matteo 5:33-37
Shemot / Esodo {25:1} "HaShem (Il Signore) parlo’ a Mose e disse {25:2): "Parla alla congregazione degli Israeliti (i figli d’Israele) che facciano un Terumà (un’offerta) per Me.{25:3} Lo raccoglierete da chiunque sia generoso di cuore. Ed ecco che cosa raccoglierete da loro come contributo: oro, argento e rame {25:4}, tessuti di porpora viola e rossa, di scarlatto, di bisso e di pelo di capra {25:5}, pelle di montone tinta di rosso, pelle di tasso e legno d’acacia {25:6}, olio per il candelabro, balsami per unguenti e per l’incenso aromatico {25:7}, pietre di onice e pietre da incastonare nell’efod e nel pettorale {25:8}. Essi Mi faranno un santuario ed Io abitero’ in mezzo a loro {25:9}. Eseguirete ogni cosa secondo quanto ti mostrero’, secondo il modello della Dimora e il modello di tutti i suoi arredi."
Entrambe le Parasha (le porzioni della Torah) denominate "Yitro" e "Mishpatim" hanno a che vedere con il fatto che HaShem (il Signore) instaura un rapporto con gli Israeliti. Ora che HaShem (il Signore) li ha liberati dalla terra d’Egitto, si rendeva necessario che Egli si presentasse alla propria "sposa" e che le svelasse qualcosa a Suo riguardo. Come Capofamiglia, HaShem (il Signore) voleva anche far sapere loro cio’ che Egli avrebbe fatto per loro. Si aspettava che loro gestissero al meglio gli affari di famiglia. Tutto il procedimento rispecchia un matrimonio fisico fra un uomo ed una donna. In tale tipo di relazione l’uomo e’ il benevolo (e sottolineo la parola "benevolo") capo di casa e si assume la responsabilita’ di stabilire le regole sulle quali la casa debba fondarsi. La moglie poi e’ la responsabile del coordinamento della casa e dell’amministrazione dei desideri del marito.
Comunque, un marito non si presenta alla moglie, non da’ ordini per la casa e poi sparisce, per non essere mai piu’ reperito. No, la relazione familiare deve continuare, man mano che i due si avvicinano sempre di piu’ l’uno all’altra e diventano, via via, sempre piu’ simili; in altre parole: i due diventano una cosa sola. Allo stesso modo HaShem (il Signore) non voleva che la relazione che aveva fondato con la Sua Sposa (Israele) e l’incontro che aveva avuto con Essa sul Monte Sinai, fossero cosa d’un momento. HaShem (il Signore) voleva essere una parte importante di questa nuova famiglia e, siccome Israele vagava in terreni nomadi, ecco che Lui voleva condividere il viaggio con la sua sposa.
Si presento’ comunque un problema! HaShem (il Signore) e’ santo e non puo’ abitare in nulla o nessuno che sia impuro.
Percio’ istrui’ Israele a costruire una casa per Lui, una casa che fosse fatta secondo i criteri esatti da Lui emanati, con i materiali ed i colori specifici di cui tutti portano un simbolismo Messianico (qualcosa di cui ho gia’ parlato in lezioni passate, in articoli e sermoni gia’ emanati). Tutto cio’ risulto’ in un Tabernacolo portabile che poteva essere montato e smontato a volonta’ a seconda degli spostamenti di Israele verso la Terra Promessa.
Era la presenza di HaShem (il Signore) in Israele, era la Sua Torah (la Legge) che dava a tutti un’identita’ nazionale. Questa relazione nazionale incomincio’ a stabilirsi prima tra HaShem (il Signore) e Abramo, continuo’ con il Patriarca Isacco, procedette con Giacobbe in terra d’Egitto, e raggiunse il culmine sul Monte Sinai. Comunque, anche quell’esperienza non costitui’ la fine della relazione. HaShem (il Signore) intendeva che Israele fosse la sua eterna Sposa, percio’ la relazione doveva continuare, aveva dunque bisogno di crescere. La congregazione d’Israele doveva conoscere il proprio Sposo e doveva imparare a stabilire un modo di relazionarsi con Esso.
Quando la congregazione di Israele entro’ nella Terra Promessa, il loro vagabondare ebbe fine, non avevano piu’ alcun bisogni di un abitacolo per HaShem (il Signore), di un posto che fosse temporaneo ed itinerante; si profilava la necessita’ di costruire per Lui una casa piu’ permanente, e cosi’ si delineo’ la costruzione del Tempio. Ora HaShem (il Signore) poteva abitare fra la Sua gente in una struttura permanente di pietra. Un bel problema!
Divrei HaYamim Bet (Cronache 2) {2:6} " Chi e’ capace di costruirGli una casa, dal momento che i cieli ed i cieli dei cieli non riescono a contenerLo? Chi sono dunque io per costruirGli un Tempio anche solo per bruciare incenso alla Sua presenza?"
HaShem e’ piu’ grande di qualunque struttura umana, per di piu’, non c’e’ alcuna indicazione nella Scrittura che la Shekinah (la presenza visibile) di Dio abitasse nel Secondo Tempio. (quello costruito intorno alla prima venuta del nostro Maestro Yeshua, secondo Daniele 9:26), perche’ si crede che l’Arca dell’Alleanza non vi fosse allora presente. HaShem (il Signore) voleva comunque abitare fra la Sua gente e vi abito’ in forma umana nel Messia Yeshua"
Kolosim (Colossesi) {2:9} "Perche’ in Lui dimora la pienezza di Dio in forma umana."
Oggi HaShem (il Signore) abita ancora fra la Sua gente, che e’ quella che forma il resto di coloro che hanno accettato il Messia Yeshua, come loro ultimo sacrificio. HaShem (il Signore) abita in mezzo a loro per mezzo del Ruach HaKodesh (Spirito Santo) che riempie e dimora in tutti coloro che credono in Lui.
Yochanan (Giovanni) {14:16} "E preghero’ il Padre e Lui vi dara’ un altro Consolatore, che possa abitare presso di voi per sempre; {14:17} Anche lo Spirito di Verita’ che il mondo non puo’ ricevere perche’ non Lo vede e non Lo conosce; ma voi Lo conoscete, perche’ Egli abita in mezzo a voi, e sara’ in voi. {14:18} Non vi lascero’ senza conforto: verro presso di voi. {14:19} Ancora un poco e il mondo non Mi vedra’ piu’, ma voi Mi vedrete e, siccome Io vivo, anche voi vivrete. (14:20} In quel giorno saprete che Io sono nel Padre e voi siete in Me, ed Io in voi. {14:21} Colui che osserva i Miei comandamenti e li mette in pratica, e’ colui che Mi ama: e colui che Mi ama sara’ amato dal Padre ed Io lo amero’, e Mi manestero’ in lui."
La relazione …continua…………
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